I Metodi dell’Osteopatia

Negli Stati Uniti, in epoca contemporanea, l’evoluzione la crescita e l’insegnamento della filosofia osteopatica sono state coordinate attraverso il Consiglio Educativo sui Principi Osteopatici (ECOP, Educational Council On Osteopathic Principles) della Associazione Americana dei College di Medicina Osteopatica. Questa organizzazione è costituita dai presidenti dei Dipartimenti di Principi e Pratica Osteopatica di ogni scuola medica osteopatica. È il “gruppo di esperti” nella professione medica osteopatica per quanto riguarda la medicina manipolativa osteopatica e la filosofia e i principi osteopatici.

Uno dei prodotti del lavoro della ECOP è stato lo sviluppo di un unico piano di studi per la formazione medica osteopatica fondato su un orientamento alla salute, la prospettiva incentrata sul paziente e concentrata sul ristabilire, valorizzare e mantenere i normali processi fisiologici. Il gruppo ECOP combinò tutte le funzioni considerate nell’ambito della fisiologia medica in cinque funzioni del corpo integrate e coordinate, e mise in luce delle strategie che sono state considerate appartenere ad un contesto di sano adattamento alla vita e alle sue circostanze:

  • Postura e movimento, compresa la fondamentale affidabilità strutturale e biomeccanica
  • Respirazione cellulare e fattori circolatori
  • Processi metabolici di tutti i tipi, incluso quelli endocrini, immunologici e relativi alla nutrizione
  • Integrazione neurologica, compreso SNC, SNP, SNA, neuroendocrino, neuro circolatorio e le loro relazioni riflesse
  • Elementi psicosociali, culturali, comportamentali, spirituali

Queste cinque coordinate funzioni del corpo sono state definite come “Cinque Modelli”, riferendosi al fatto che essi rappresentano approcci particolari al paziente. I modelli concettuali sono prospettive da cui si può guardare il paziente. Questo è analogo al guardare un paziente attraverso una lente: modificando la lunghezza focale della lente si possono visualizzare diversi aspetti del paziente e ottenere diverse prospettive sulla lotta del paziente per mantenere la salute. È importante tenere a mente che i cinque modelli sono solo espressione delle nostre funzioni fisiologiche che mantengono la salute e giocano un ruolo chiave nell’adattamento ai fattori di stress, nonché nel recupero e la guarigione dalla malattia.

Il sistema muscolo-scheletrico può essere visto come il nucleo che lega queste cinque funzioni coordinate del corpo.

Nel 2006 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha riconosciuto il concetto dei cinque modelli osteopatici. Oggi essi sono alla base dei parametri Europei della formazione in osteopatia in tutte le scuole del mondo (Jane Carreiro, DO rappresentante dell’American Osteopathic Association all’Organizzazione Mondiale della Sanità, 2006).

I cinque modelli sono:

  • Modello Biomeccanico
  • Modello Respiratorio-Circolatorio
  • Modello Neurologico
  • Modello Metabolico-Energetico
  • Modello Biopsicosociale

 

Il modello biomeccanico inquadra il paziente da un punto di vista strutturale o meccanico e prende in esame le alterazioni dei meccanismi posturali, di movimento e delle qualità del tessuto connettivo. Come l’integrità strutturale e la funzione del sistema muscolo-scheletrico è interattivo e interdipendente con le componenti strutturali e le funzioni neurologiche, respiratorie-circolatorie, metaboliche e psico-comportamentali del paziente, questo modello considera che un impedimento strutturale che causa, o è causato da, una disfunzione muscolare, articolare e/o del tessuto connettivo, può compromettere strutture vascolari o neurologiche, e quindi influenzare i processi metabolici associati e/o le manifestazioni psico-comportamentali. A seconda delle capacità adattative della persona, ciò può portare a disturbi in varie funzioni corporee. Il punto di vista biomeccanico conduce l’osteopata a valutare l’impedimento strutturale del paziente, e dopo la rimozione dell’impedimento, che consiste nella correzione delle disfunzioni somatiche attraverso l’applicazione della terapia manipolativa osteopatica, permettere al paziente di recuperare le funzioni strutturali, vascolari, neurologiche, metaboliche, e psico-comportamentali associati. L’obiettivo è quello di ottimizzare il potenziale adattativo del paziente attraverso il ripristino dell’integrità strutturale e funzionale.

Il modello respiratorio-circolatorio inquadra il paziente concentrandosi sulle componenti respiratorie e circolatorie della risposta omeostatica nei processi fisiopatologici. L’apporto arterioso, il drenaggio venoso e linfatico, così come la funzione polmonare e cardiovascolare. Inoltre, questo modello vede l’interazione tra le funzioni respiratorio-circolatorie e le funzioni muscolo-scheletriche, neurologiche, metaboliche e psico-comportamentali in quanto influenzano la risposta adattativa del paziente e il potenziale omeostatico totale. La valutazione e il trattamento sono orientati verso l’ottimizzazione delle capacità e l’efficienza delle funzioni respiratorio-circolatorie al fine di massimizzare il potenziale di salute del paziente. Il modello circolatorio-respiratorio si occupa della manutenzione degli ambienti extra ed intracellulari attraverso la fornitura senza ostacoli di ossigeno e nutrienti e la rimozione dei prodotti di scarto cellulari. Lo stress tissutale che interferisce con il flusso circolatorio o di qualsiasi fluido corporeo può influenzare la salute del tessuto. La terapia manipolativa osteopatica all’interno di questo modello riguarda la disfunzione della meccanica respiratoria, della circolazione e dei fluidi corporei.

Il modello neurologico guarda ai problemi del paziente in termini di aberrazione o deterioramento delle funzioni neurali che causano o sono causati da reazioni fisiopatologiche in ambito strutturale, in ambito della strutture e delle funzioni respiratorio-circolatorie, dei processi metabolici e delle attività psico-comportamentali. Più specificamente, il modello neurologico considera l’influenza della facilitazione spinale, della funzione propriocettiva, del sistema nervoso autonomo e dell’attività dei nocicettori sulla funzione della rete immunitaria neuroendocrina. Di particolare importanza è il rapporto tra il sistema somatico e il sistema viscerale. L’applicazione terapeutica della tecnica manipolativa osteopatica in questo modello si concentra sulla riduzione delle ipersollecitazioni meccaniche, sull’equilibrio degli input neurali e sull’eliminazione dello stimolo nocicettivo. L’obiettivo del trattamento in questo modello è quello di ristabilire la normale funzione neurale. Il ripristino o l’ottimizzazione delle funzioni neurali di integrazione e regolazione migliorerà l’efficienza delle associate funzioni strutturali, vascolari, metaboliche e psico-comportamentali. Ciò contribuirà a massimizzare il potenziale di adattamento del paziente e a ritrovare una salute ottimale.

Il modello Metabolico-Energetico considera il paziente da una prospettiva in cui la messa a fuoco è posta sugli aspetti che riguardano la conservazione energetica e metabolica della risposta adattativa omeostatica. Ciò include la valutazione e il trattamento del sistema cellulare, tissutale e organico riguardo a come ognuno di essi si relaziona con la richiesta di energia e di consumo così come la produzione di lavoro o di prodotti degli altri. Postura e movimento efficienti, apporto arterioso, drenaggio venoso e linfatico, la meccanica del LCR, le funzioni neurologiche, endocrine ed immunitarie, emozioni equilibrate e corretta alimentazione sono i cardini del risparmio energetico e dell’efficienza delle funzioni metaboliche. Migliorare le funzioni di uno qualsiasi di questi componenti sarà di aiuto per l’economia totale dell’energia corporea. Questo ci permetterà di ottimizzare le risorse adattative del paziente e le capacità di rispondere con successo e di adattarsi ai fattori di stress. Il modello metabolico-energetico riconosce che il corpo cerca di mantenere un equilibrio tra la produzione, la distribuzione e il consumo di energia. Questo aiuta il corpo nella sua capacità di adattarsi ai vari fattori di stress, incluso quelli immunologici, nutrizionali e psicologici. L’applicazione terapeutica del trattamento manipolativo osteopatico all’interno di questo modello riguarda la disfunzione somatica che ha la capacità di alterare la produzione, la distribuzione o il consumo di energia, di aumentare il carico allostatico, o di interferire con le funzioni di regolazione immunologica ed endocrinologica.

Il modello Biopsicosociale riconosce che la valutazione della salute del paziente comprende la valutazione del suo stato mentale, emotivo e spirituale, cosi come le scelte di vita personali. La salute è spesso influenzata da fattori ambientali, socio-economici, culturali ed ereditari e dalle varie reazioni emotive e dagli stress psicologici con i quali i pazienti lottano. L’osteopata utilizza la prospettiva Biopsicosociale per considerare che il sistema muscolo-scheletrico esprime sentimenti ed emozioni e lo stress si manifesta con un aumento della tensione neuromuscolare. Il trattamento manipolativo osteopatico viene impiegato in questo modello con l’obiettivo di migliorare la capacità del corpo di gestire, compensare, o adattarsi efficacemente a questi fattori di stress.

 

Le principali tecniche utilizzate in osteopatia, attraverso questi cinque modelli sono:

Tecniche per i tessuti molli: comprendono diversi approcci manipolativi dei tessuti molli

Tecniche miotensive: utilizzano specifici riflessi neuromuscolari per ristabilire le corrette funzioni dei muscoli

Tecniche miofasciali: includono diversi metodi di manipolazione basati sull’ascolto e l’induzione dei tessuti connettivi

Tecniche neuromuscolari: utilizzano un approccio integrato atto al rilascio dei tessuti molli e delle restrizioni articolari

Tecniche funzionali: sono particolari procedure manipolative che fanno ricorso alle informazioni palpatorie ottenute dai test della funzione motoria

Tecniche articolari: comprendono un insieme di metodi di manipolazione di tutte le articolazioni del corpo

Tecniche riflessogene: sono basate su un approccio manipolativo delle zone riflessogene del corpo come i punti Trigger e i punti di Chapman

Tecniche craniali: comprendono diverse procedure per il trattamento delle articolazioni delle ossa craniche e le loro ripercussioni sul resto dell’organismo

Tecniche viscerali: includono metodi di valutazione e trattamento delle disfunzioni viscero-somatiche

Tecniche somato emozionali: utilizzano un approccio psicocorporeo atto a ripristinare un corretto equilibrio psicofisico

 

                                                                                            “Foundations of Osteopathic Medicine”